Le Sacre du Primtemps - Lem56

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Le Sacre du Primtemps

classica > XX° le Avanguardie

Le Sacre du Primtemps

“Stravinsky libera qui la dissonanza da ogni obbligo tonale di risoluzione della dissonanza, ma nello stesso tempo, diversamente da Schoenberg, rifiuta le tensioni interne del cromatismo atonale, pietrificando blocchi sonori che si susseguono o si alternano senza le benché minima potenzialità dialogica e discorsiva, dunque dialettica.
La tecnica dell’impressionismo viene accolta e subito modificata, nel senso che l'agglomerato timbrico si rapprende in organismi che nulla hanno più di pulviscolare, ma il cui accostamento finisce per essere assolutamente arbitrario, fuori dalle coordinate storiche della musica colta, al limite potendo ammettere l'interscambialità delle sezioni, dei "pannelli".
Arcaismi, melodie folcloriche deformate, selvaggia articolazione ritmica ossessivamente sfogata, durezze armoniche politonali, rifiuto radicale del fraseggio a lunga gittata, continui spostamenti di accento ritmico, vertiginosi invenzioni timbriche, ripetizione di brevi frammenti melodici eletta a stilema, con relativa sospensione di vettoriale temporale: di questo e altro si sostanzia il primitivismo compiaciuto di questa formidabile partitura, che rievoca i riti pagani con una forza e una capacità di rappresentazione unica.”
(Armando Gentilucci)

Nella Sagra Stravinsky vuole ricreare un mondo barbarico e primitivo che sfocia in un vortice demoniaco. Nulla a che vedere con il tenue sbocciare della primavera come sembrerebbe dalla traduzione del titolo in italiano, infatti, le Sacre, è tradotto infelicemente in sagra, in realtà equivale a consacrazione o incoronazione, quindi rimanda al rito e non alla sagra paesana. Le Sacre è diviso in due parti, l'Adorazione della terra e il Sacrificio.
Il ritmo è l’elemento predominante su tutto anche sul timbro, basterebbe ascoltare la versione per pianoforte a quattro mani realizzata dallo stesso Stravinsky per apprezzare sino in fondo furia della composizione. (Un breve esempio
nella esecuzione dal vivo del duo pianistico Roberta Colombo, Roberta Micelli, il 20 maggio 2005 presso l’Auditorium Asteria Milano. Per la versione completa )

Gli elementi essenziali della composizione sono il ritmo incalzante spesso poliritmico che sovrasta qualsiasi disegno melodico, un’armonia politonale basata sulla sovrapposizione di accordi appartenenti a tonalità differenti che sfociano spesso in violenti dissonanze e una dinamica a dir poco esplosiva, il tutto colorato alla Stravinsky con un uso degli impasti timbrici che rimanda alla tradizione musicale russa, vedi la Pasqua russa di Rimsky-Korsakov o Una notte sul Monte Calvo nella versione originale di Moussorgskij.

Trama
Il balletto ha per sottotitolo Quadri della Russia pagana e narra i riti compiuti, in un’epoca primitiva, per l’arrivo della primavera. L’opera è divisa in due parti, nella prima parte, L’adorazione della terra, sono descritte le danze, i giochi e le processioni compiuti dagli antichi abitanti della Russia alla fine dell’inverno per celebrare il risveglio della terra e la sua fertilità. Nella seconda parte, Il sacrificio, si descrive una cerimonia sacrificale durante la quale è scelto l’innocente, l’adolescente che deve compiere il sacrificio di fertilità ballando fino alla morte.

L’adorazione della terra

1 Introduzione

Il tema con cui si apre il balletto è una melodia Lituana.

Il tema è esposto dal fagotto nel suo registro più acuto conferendo allo strumento una timbrica insolita, una sonorità completamente diversa a quella cui siamo abituati. Con questo espediente Stravinsky conferisce alla melodia un suono che sembra provenire da un tempo remoto.
Segue una sezione con fremiti e brusii, mormorii e sussulti sonori. A questo tessuto musicale fittissimo in cui ogni strumento sembra procedere per conto proprio, efficace simulazione del caos primordiale, ecco, inconfondibile emergere una linea melodica tagliente e penetrante  suonata e continuamente ripetuta dal clarinetto piccolo.



2 Gli àuguri primaverili – Danze degli adolescenti

Si alza il sipario entrano gli adolescenti che hanno il compito di interrogare gli àuguri cioè i sacerdoti e gli indovini che dovranno predire il futuro attraverso l’osservazione degli uccelli.
All’inizio gli archi ripetono un aspro accordo ostinatamente per ben 32 volte contemporaneamente i legni alternandosi o sovrapponendosi eseguono alcune figurazioni melodiche (rapide scale ed arpeggi vivaci).
Dopo una breve quanto brusca interruzione inizia la seconda parte dell’episodio caratterizza da questo tema lasciato ai corni.


Poi da questo altro tema affidato a trombe e violoncelli


Di nuovo un crescendo orchestrale ossessivo e apparentemente caotico fino a un’improvvisa interruzione provocata da un accordo dissonante degli ottoni e da violenti colpi di timpano.

3 Gioco del rapimento

Per descrivere questo gioco sfrenato l’orchestra si scatena in una corsa vertiginosa in cui impiega figurazioni velocissime, percussioni e nell’ultima parte improvvisi e poderosi accordi. I ballerini detestavano la coreografia perché era tutto l’opposto di quanto avevano imparato erano costretti da Nijinskj a continui salti atterrando con le gambe rigide, salti estremamente dolorosi e faticosi perché continuamente, ostinatamente ripetuti: anche per loro ossessione ritmica e brutalità.

4 Cortei primaverili

L’episodio si apre con una prima parte serena

L’atmosfera cambia presto con l’orchestra che introduce un accompagnamento lento dal carattere sinistro su cui inizia un tema solenne ripetitivo eseguito prima piano poi forte. L’episodio si chiude con una sezione vivace cui segue la ripresa del tema delle Gioco del rapimento.

5 Gioco delle città rivali

Qui gli adolescenti si dividono in gruppi “tribù” e gareggiano fra loro per vincere.


Il tema è ancora un frammento melodico. Tutta la composizione è seguirsi di frammenti e idee melodiche, ostinati ritmici ed esplosioni dinamiche a tutta orchestra.

6 Corteo del saggio

Il gioco delle Città rivali è interrotto dall’arrivo del saggio alla testa del corteo. Le tube ripetono per sei volte il tema:

Raggiunto il culmine dell’intensità la musica cessa improvvisamente e dopo una pausa il saggio compie l’adorazione della terra, la musica crea un’atmosfera sacra e misteriosa.

7 La danza della terra e danza della terra
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Ultimo episodio della prima parte. Tutti eseguono la Danza della terra. Gli uomini glorificano la terra unendosi a lei simbolicamente mentre la terra sembra scossa da violente convulsioni.
La tensione è ottenuta tramite forti accordi che cadono ogni battuta ma in punti sempre diversi in modo da risultare imprevedibili. Poi la musica cala d’intensità e agli strumenti sovra acuti come l’ottavino si sostituiscono quelli gravi come il clarinetto basso. Ora un lungo crescendo in cui ricompaiono gli accordi e le note stridenti dell’inizio dell’episodio quindi la composizione s’interrompe bruscamente.

Il Sacrificio

1 Introduzione

L’orchestra esegue una melodia sommessa, lenta liturgica interrotta da rapide stridule scalette ascendenti.

2 Cerchi misteriosi degli adolescenti

Al centro l’eletta, immobile, mentre tutto intorno gli adolescenti seguono la melopea dell’introduzione, poi dissonanze degli archi il trillo di un clarinetto.
Un esempio di polimetria: uso contemporaneo di misure, tempi diversi.



3 Glorificazione dell’eletta

Esplodono fragorosi i timpani, ritmo primordiale ritornano i temi della prima parte.

4 Evocazione degli antenati

Sono chiamati gli antenati con un fragoroso accordo ritmico poi una serie di accordi.
Qui un esempio dell’uso irregolare degli accenti (l'accento cade solitamente su primo tempo della battuta; siamo in 2/4 il tempo regolare dovrebbe essere un due, un due... ma Stravinsky lo modifica)

Ora un esempio di poliritmia: la presenza contemporanea di ritmi diversi.

5 Azione rituale degli antenati

Si rievocano gli avi che con la loro azione rituale preludono alla conclusiva danza sacrale.

6 Danza sacrale dell'eletta

L’eletta dopo una danza folle e disperata, crolla al suolo priva di vita, trasmettendo alla natura la sua giovinezza.



(Gli esempi proposti sono eseguiti dalla Israel Philarmonic Orchestra diretta da Leonard Bernstein edizione Deutche Grammophon del 1977 riproposta dalla rivista Amadeus con il numero AM 018 DP)


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